Dopo la crisi della Neoavanguardia, i poeti che negli anni Settanta si affacciano all’agone letterario italiano avvertono l’urgenza di emanciparsi, come racconta Milo De Angelis, dai precedenti paradigmi e dalle posture ideologiche del «falso ricatto politico».
Si apre in quegli anni un orizzonte nuovo, in cui il corpo, il mito e la riflessione metaletteraria diventano i luoghi privilegiati di un’esperienza poetica che si sottrae tanto al discorso impegnato quanto all’autoreferenzialità estetica. Attraverso le opere d’esordio di De Angelis, Cucchi, Conte, Magrelli e Pontiggia, giovani protagonisti di quegli anni nonché veri e propri maestri per le generazioni a venire, questo libro ricostruisce la fisionomia di una “nuova lirica” che, superando simbolicamente la tirannia del tempo lineare e della storia, si proietta verso un tempo altro, circolare o regressivo: il tempo del mito, il tempo dell’adolescenza e quello perenne, liberante e liberato, della parola.
Eliana Vitale è assegnista di ricerca presso l’Università di Catania, dove lavora all’allestimento dell’edizione digitale commentata del romanzo I Viceré di De Roberto nell’ambito del progetto Verismo digitale (PNRR Changes, Spoke 3). È docente a contratto di Letteratura italiana contemporanea per la scuola primaria e per l’infanzia presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania e insegna materie letterarie negli istituti superiori.
In collaborazione con il CINUM, il Centro di Informatica Umanistica dell’Università di Catania, si è occupata dell’edizione Mondadori delle opere di Pavese e dell’edizione digitale dell’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia di Pirandello.
I suoi contributi affrontano la letteratura italiana dell’Otto/Novecento in chiave lessicografica ed ermeneutica, spaziando per le digital humanities.

